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CANAPA E L’AMBIENTE

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CANAPA E L’AMBIENTE

Appare sempre sorprendente come una sola pianta possa essere utile a così tanti scopi


  • DATA: 14/04/2018

Canapa e ambiente. La pianta che ci protegge dall’inquinamento

Non è certo una novità che la canapa abbia moltissimi usi differenti, molti dei quali utili a migliorare la vita del nostro pianeta, quindi anche la nostra.
Dal più comune uso alimentare e tessile, alle sue proprietà di depurazione del suolo, all’ancora dibattuto tema della canapa e del suo impatto nell’ambiente, nonché il suo impiego come possibile biocarburante.

Le proprietà di questa pianta potrebbero arrivare soppiantare le industrie cartacee e petrolchimiche grazie alla possibilità di creare solventi e vernici non inquinanti e plastiche biodegradabili, e molto resistenti.
Uno degli impieghi più utili consiste nella sua proprietà di fitodepurazione. La canapa in ambiente è infatti una pianta molto tollerante a certi metalli pesanti e addirittura alle scorie radioattive. Se coltivata in siti inquinati, dove non è possibile attuare coltivazioni per uso alimentare, la cannabis (e altre piante resistenti, come il girasole) attraverso il suo apparato radicale è in grado di estrarre dal terreno i materiali inquinanti. Questi possono essere distrutti insieme alla pianta, come nel caso dei rifiuti radioattivi, o addirittura stoccati e recuperati per altri scopi, come succede per ferro, piombo e zinco.
Questo tipo di coltivazione potrebbe anche aiutare a diminuire notevolmente la presenza di Co2, avendo la capacità di assorbirne per ogni ettaro più del doppio di un ettaro di foresta amazzonica.
Anche le sue capacità di fitodepurazione non sono una novità. La canapa, insieme a diverse piante, ha avuto infatti un ruolo centrale negli anni novanta quando è stata utilizzata per depurare il suolo e le acque contaminati dopo il disastro di Chernobyl in Ucraina; riuscendo a depurare la zona del 98 per cento delle sostanze tossiche presenti.

Anche in Italia questa tecnica di coltivazione sta iniziando a venire utilizzata, per la bonifica di alcuni territori inquinati in Campania e Puglia (oltre al progetto filiera per la coltivazione agricola).
La fitodepurazione sembra quindi essere uno dei più economici e promettenti metodi di depurazione del suolo, per tutti quei siti inquinati da metalli pesanti (30.000 solo negli USA); e si sta valutando se utilizzarla anche per salvaguardare l’ambiente circostante alla centrale nucleare di Fukushima dopo il disastro del Marzo 2011.

Ma non solo. Queste proprietà sono, come spesso accade, utili anche all’uomo. Un recente studio condotto in Arabia Saudita, dal dipartimento di Farmacologia dell’Università King Faisal di Al-Asha prova, attraverso lo studio sui ratti, come il CBD contenuto nella cannabis possa prevenire i danni al fegato provocati dal cadmio; un altro metallo pesante che, oltre a venire disperso nell’ambiente come polvere tramite processi industriali, si può trovare nell’acqua e in molti tipi di fertilizzanti e conseguentemente nel nostro cibo. Ecco dunque la splendida relazione tra canapa e ambiente.

Il CBD potrebbe contrastare quindi gli effetti dannosi del cadmio grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Nei ratti trattati preventivamente con CBD infatti è stato notato come la sostanza possa avere “significativi effetti protettivi” e in alcuni casi abbia addirittura riportato alla normalità le condizioni del fegato.
Appare sempre sorprendente come una sola pianta possa essere utile a così tanti scopi, soprattutto se si parla di medicina e preservazione dell’ambiente. La canapa, ancora una volta, si rivela una risorsa essenziale, aiutandoci a combattere un problema cardine della nostra società: l’inquinamento e l’avvelenamento da metalli pesanti. Canapa e ambiente.


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